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Corso di dizione

Perché, in Italia, non ci si è mai soffermati a riflettere sullo strano paradosso che quando si impara una lingua straniera, la prima cosa di cui bisogna preoccuparsi è la pronuncia, mentre sulla nostra lingua, è permesso qualsiasi arbitrio?

A sei anni, la maggioranza dei nostri bambini va a scuola conoscendo assai bene il proprio dialetto e assai poco o niente affatto, l’italiano.

L’italiano è dunque per buona parte della popolazione scolastica di fatto  una lingua straniera, se non peggio.

Si arriva, all’incredibile dato di fatto, che mentre gli insegnanti di lingua straniera dedicano maggior parte delle loro attività, specialmente nel primo anno di corso, alla pronuncia corretta della lingua straniera insegnata, raramente un docente di italiano si preoccupa di insegnare teoricamente o di correggere praticamente la pronuncia della lingua nazionale ( alla quale del resto i programmi ministeriali fanno solo qualche rapido cenno).

E del resto, proprio per questo stato dei nostri programmi, mentre succede che un candidato all’abilitazione, per insegnamento di una lingua straniera, viene respinto alle prove orali per l'imperfezione della sua pronuncia, non credo sia mai capitato ad un candidato all'abilitazione di lettere italiane di essere stato respinto per la sua scorretta pronuncia.

Avviene così che parecchi insegnanti, nelle scuole e persino nelle università, parlino un italiano grammaticalmente e lessicalmente impeccabile, ma con forte accento regionale, che ne riduce parzialmente la comprensibilità fuori dalle singole regioni. E lo stesso difetto si nota anche in parecchi docenti italiani inviati come lettori in università straniere i quali, non sottoposti a un preventivo esame di fonetica, insegnano agli stranieri un italiano colorato da intolleranti cadenze dialettali.

E’ proprio partendo dai docenti, che sono la base formativa del futuro professionista, che il problema si estende a tutti coloro che della comunicazione fanno uso, nello svolgimento delle proprie competenze: giornalisti, politici, rappresentanti, attori, presentatori, funzionari di pubblici uffici, commessi, addetti al turismo, manager, avvocati, medici e quanti altri devono usare la parola quale mezzo di lavoro.

Da qui appare chiaro che veramente poche sono le categorie che possono fare a meno di un recupero della “corretta pronuncia”, quale passaporto per una valida presentazione sul palcoscenico della vita.

Recupero che oltre ad essere culturale diventa anche formativo e al passo coi tempi, che richiedono sempre maggiori competenze e professionalità, all’interno del grande progetto Europeo.

 


Obiettivi:

  • Conoscere l'uso corretto della respirazione
  • Conoscere l'uso corretto della voce parlata
  • Conoscere le regole della corretta dizione italiana
  • Acquisire un metodo di studio della dizione per esprimersi con una corretta pronuncia pur mantenendo la propria naturalezza
  • Appropriarsi di tecniche per rendere chiare, nitide e sempre comprensibili le parole nonché far tesoro della propria espressività e naturalezza
  • Conoscere l’uso corretto del Dizionario di lingua italiana, in relazione alla dizione
  • Imparare a leggere
  • Conoscere la lettura interpretativa
  • Parlare correntemente …“BENE”

Contenuti:

  • Derivazione storica della corretta dizione della lingua italiana
  • Corretta respirazione
  • Educazione ed impostazione voce (voce di testa, di naso, di gola, diaframmatica)
  • Dizione
  • Accento tonico e accento fonico
  • Pronuncia
  • Articolazione
  • Lettura e lettura interpretativa

Metodologia:

L’inizio del corso sarà caratterizzato da una lettura registrata di tutti i componenti il corso, quale prima presa di coscienza del proprio modo di esprimersi e come verifica finale dei risultati ottenuti, con un ulteriore registrazione di fine corso.

L’uso della parola registrata, al di là di una verifica finale sarà comunque metodo d’insegnamento per far sempre valutare allo stesso alunno i propri difetti, essendo solo l’abitudine all’ascolto di una corretta pronuncia a far migliorare il grado di conoscenza sulla propria dizione.

Il materiale didattico, quali schede già preparate, è supportato dalla lettura di testi ed alla visione di video. In aggiunta si useranno differenti tecniche di conversazione come: dialoghi, domanda-risposta, richiesta informazioni, riassunti orali ecc.

Calendario

Le lezioni della durata di un'ora si tengono a Catania due volte a settimana.

Dalle ore 19,30 alle 20,30 merc. e ven. oppure mart. e giov.

Insegnanti